L'Associazione IoCosì e la Fecondazione Surrogata

L'Associazione IoCosì e la Fecondazione Surrogata

L’intervento mattutino della Presidente a Canale 5 e il contributo del Vicepresidente Vito Monti 

Tema tanto scottante quanto attuale quello sulla tecnica di fecondazione assistita volgarmente denominata “utero in affitto”. Ritenendo che la tecnica e le scienze debbano essere a servizio della vita non impallidisco dinanzi al progresso che interessa ambiti eticamente sensibili, inclusa la maternità.

Ma, al contempo, penso che l’evoluzione debba essere illuminata sempre da buon senso e ragione. È per questo che non demonizzando la gestazione per conto di altri penso che sia profondamente insano reificare il corpo della donna a mero contenitore attraverso una transazione di ordine economico.

È bello che ci siano persone desiderose di donare amore, ma non posso immaginare che questo avvenga attraverso l’asettica scelta dell’ovodonatrice (colei che dona l’ovulo) e la portatrice (colei entro cui i gameti vengono impiantati per la manipolazione) su tanto di cataloghi con annesso costo di mercato. Questo no, per tue motivi: i bambini non oggetti da comparare in una possibile scelta d’acquisto e le donne non sono produttrici seriali di merce come delle macchine.

Ciò che deve esistere, anche per la fecondazione surrogata, è la relazione tra le diverse figure coinvolte senza che vi sia uno scambio di carattere economico. Questo è l’unico ed eventuale range normativo entro cui muoversi per la regolamentazione di una simile pratica.

In qualsiasi caso, questo è l’invito che rivolgo ai committenti di figli per conto di altri, darei uno sguardo ai tanti bambini in attesa di essere adottati. E alle istituzioni ricordo che la velocizzazione e la semplificazione delle procedure di affido, senza discriminazioni legate all’orientamento dei genitori, deve essere una priorità.

 

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